Chi è il clandestino?

Mentre il mondo della politica fibrilla per le elezioni amministrative e quello dei media lo puntella a ruota (ansimante per non perdersi ogni sfaccettatura della becera contrapposizione elettorale) nel cuore dell’Italia del nord est, nella città di Padova, si verifica in questi giorni un esempio di quanto la situazione degli immigrati tunisini sbarcati fra il primo gennaio del 2011 e il 5 aprile, (quelli che cioè hanno diritto al permesso di soggiorno per motivi umanitari) sia ben lontana da una soluzione civile, degna di un paese occidentale.

Circa una trentina di ragazzi tunisini fra i venti e i trenta anni con l’aiuto degli attivisti delle Brigate della solidarietà attiva,  hanno occupato una scuola, la ex Gabelli. Perchè?

E’ qui che comincia questa storia per capire chi sia il clandestino in questo paese delle elezioni permanenti. Leggi tutto “Chi è il clandestino?”

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La storia di Faouzi.

Fouazi. Questa è la sua storia.

La Tunisia

Mi chiamo Faouzi ho 28 anni e sono nato nel dicembre del 1982. Ho due genitori, sette fratelli e una sorella e sono io che mantengo la mia famiglia.

In Tunisia non si muore di fame. Con un euro compri tante cose, non come qui, però la situazione è pesante, la polizia terribile.

Io vengo da Kasserine nelle montagne. Ai piedi del monte Djebel Chambi e precisamente a circa 10 chilometri dal confine con l’Algeria. Sono muratore.

In Tunisia guadagno 1o dinari per una giornata di lavoro. I vostri 5 euro. Il problema è che un mese lavori dieci giorni, un mese venti, il mese dopo non lavori.

E sono io che mantengo la famiglia.

Mio fratello Nabil ha 30 anni, lui è medico. E’ laureato da 8 anni e sono 8 anni che sta a casa. Non lavora.  Non trova lavoro. In Tunisia ci sono troppi medici, la disoccupazione dei laureati è alle stelle. Certo se volesse pagare 20 mila dinari, lavorerebbe di sicuro. Corruzione e nepotismo assumono tutto l’anno. Leggi tutto “La storia di Faouzi.”

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Tunisini di Genova.

Foto di Fabio Bussolino.

Sono arrivati. Sono in Sala chiamata del Porto della CULMV. I profughi sono a Genova. Sono circa 50 persone, tunisini, i più sono giovani di venti, trent’anni, ragazzi con idee e convinzioni che danno il senso del loro peregrinare e occhi, occhi vivi, con la sete di un futuro che si costruiranno in ogni modo. Come è giusto che sia per ogni giovane di questa terra. In fondo, per loro che hanno attraversato il mare sopra i legni visti in tutte le immagini televisive, stracarichi (uomini, donne, bambini) con magari in tasca qualche spiccio e in pegno la speranza promessa ai loro cari, essere arrivati a Genova piuttosto che un’altra città italiana, sembra un particolare.  Ormai il più è fatto. Sono stanchi, ma non è un problema: sono sani e sono salvi. E adesso comincia il viaggio di terra. Quello che porterà questi ragazzi, a confrontarsi con le contraddizioni della Fortezza Europea. Solidarietà e paura, che si scalzano a vicenda, relazioni umane e propaganda dell’invasioneLeggi tutto “Tunisini di Genova.”

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Senso comune.

Senso comune. Di Ambra Coniglione.

Li guardo negli occhi, entrambi. Neri, spauriti, dal buio del mare sembrano due stelle bianche cerchiate di stanchezza. Li guardo negli occhi un’altra volta e non capisco: uno è un profugo, l’altro un clandestino. Le nostre leggi dividono quello che la sorte ha unito. Entrambi approdati sulla terra ferma. Entrambi in fuga. Uno è profugo, l’altro clandestino.
Leggi tutto “Senso comune.”

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