Il cinquantesimo del 30 giugno 1960. Che successe a Genova?

Siamo giunti alla commemorazione degli scontri di piazza avvenuti a Genova il 30 giugno di 50 anni fa. Perché quelle giornate sono importanti da ricordare per chi c’era e ancor di più per chi non vi era? Il Secolo 21 lo ha chiesto a Fulvio Cerofolini, presidente provinciale dell’ANPI, uno degli animatori di quelle giornate. In questi giorni durante i quali Gianni Plinio, non eletto alle regionali, ma sempre pronto a sparigliare le carte ad un revisionismo in chiave astorica e auto assolvente,  si appella allo stato perché la Regione Liguria ha finanziato le iniziative di commemorazione, di fatti proclamati a sua detta come eversivi, la necessità di ascoltare un testimone diretto dei fatti, del contesto storico/politico, internazionale, nazionale e genovese svela la possibilità di costruirsi la propria opinione possibilmente al di fuori delle campane ideologiche e delle sirene revisioniste. Sino a che combattere il fascismo in questo paese sarà un valore e sino a quando la lotta aperta contro gli abusi di questi tempi sarà bollata come sovversiva, ci si potrà ricordare sempre di come la storia sia fatta dai protagonisti, spesso rimasti all’ombra, piuttosto che dagli storici, gli analisti della politica, i professionisti della stessa e i funzionari dei tribunali.

On. Fulvio Cerofolini. Presidente provinciale ANPI. Foto Alejandra Daglio

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La telecamera intelligente e le conseguenze sociali della videosorveglianza.

Prendendo spunto dall’articolo trovato sul sito Revuelta social (in merito all’arrivo a Milano delle telecamere intelligenti che individuano i writers e i presunti terroristi), Il Secolo 21 ha deciso di tornare ad occuparsi del tema videosorveglianza, proponendo nuove riflessioni per approfondire questo tema dato ormai così per scontato e quindi accettato acriticamente dalla maggioranza.

Le telecamere, come sappiamo, sono diventate una costante del nostro vivere: nel giro di qualche anno le troviamo nei più disparati luoghi, intente a riprendere la vita che si svolge sotto le loro disposizioni elettroniche.

Per fare il punto della situazione, per avere un’idea di quanto sia sviluppato il fenomeno videosorveglianza niente di meglio che due prof. del gruppo di studi italiano sulla videosorveglianza, Chiara Fonio dell’università cattolica di Milano e Davide Calenda dell’università di Firenze. Cerchiamo con loro di fare finalmente chiarezza sulla videosorveglianza: tecnologia dall’efficacia reale o solamente presunta?

Gli effetti della videosorveglianza. Di Roberto Scarso

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VIOLENZE E LIBERISMO. Un impegno collettivo contro il neoautoritarismo. Di Salvatore Palidda

Il Tribunale di Genova ha condannato tutti gli imputati per il processo per l’assalto alla scuola Diaz. Vertici ed esecutori, a differenza della sentenza di primo grado che vedeva pagare sono gli esecutori e impuniti i dirigenti. Sono passati 9 anni da quella tragica notte, i ricordi di una violenza ingiustificata commessa da quelli che dovrebbero essere i tutori della legge si è solo affievolita con la condanna di ieri. La presa di posizione di Maroni che rinnova la fiducia nell’operato delle forze dell’ordine è una ferita scontata per chi è abituato a conoscere le mosse dello stato nel coprire, depistare e assolvere i propri funzionari anche quando, di rado, la magistratura afferma il contrario. Senza entrare nel merito delle condanne che saranno appellate in Cassazione e che non porteranno fino ad allora nessun funzionario interdetto dai pubblici uffici né tanto meno a pagare con la detenzione il proprio sconsiderato comportamento, Il Secolo 21 propone questa riflessione accorata, mutuata dal Manifesto, di Salvatore Palidda, professore universitario, studioso delle polizie post moderne, che contestualizza questa sentenza alla luce della violenza pervasiva che caratterizza le nostre, spesso inutilmente resistenti, esistenze.

Il palazzo di Giustizia di Genova

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Il sistema di potere in Liguria e la società civile. Incontro con Cristian Abbondanza della Casa della legalità di Genova.

Certe lotte benché riconosciute da tutti pubblicamente come necessarie e fondamentali per lo sviluppo di questo paese sono spesso combattute da sparuti gruppi di cittadini civilmente inviperiti contro il dilagante malaffare che caratterizza l’Italia del XXI secolo. Una di queste lotte è quella contro le commistioni di interessi fra criminalità organizzata e sistema politico.

La criminalità organizzata rappresenta in Italia l’impresa con maggiori proventi e possibilità di sviluppo, quali sono le responsabilità degli amministratori pubblici nel concorrere a creare le basi per questa fertilità economica?

Il Secolo 21 lo domanda a Cristian Abbondanza della Casa della Legalità di Genova: le sue osservazioni sono uno schietto atto di accusa diretto e imbarazzante verso l’attuale status quo genovese e ligure. Leggi tutto “Il sistema di potere in Liguria e la società civile. Incontro con Cristian Abbondanza della Casa della legalità di Genova.”

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Anti razzismo, sciopero degli stranieri e Primo marzo su Telenord

Sabato scorso sono stato intervistato da Telenord sul futuro e ragione di essere del movimento del Primo marzo. In un momento storico nel quale essere esplicitamente avversi alle norme razziste vigenti è diventato un pericolo da scontare a livello personale, e mentre la solidarietà verso i discriminati è vista dal mondo della politica come una minaccia alla passiva accettazione delle regole, poter raccontare, anche se brevemente, il nostro punto di vista è un’occasione da non perdere.

Partito da Via Cantore, lungo la strada incontro tre ratti di fogna che, incuranti, dei nobili principi che levano la mia azione, mi mostrano il cammino. Penso ad una futura inchiesta su di loro se ci sarà il tempo.

Ricordo, prima del video, i punti sul quale il Comitato del Primo marzo di Genova vuole portare l’attenzione dell’opinione pubblica:

1) Riconoscimento della cittadinanza italiana a chi nasce in questo paese.

2) Allungare i tempi di durata del permesso di soggiorno per attesa occupazione.

3) Abolizione del pacchetto sicurezza, abrogazione del reato di clandestinità, della Bossi Fini e chiusura dei CIE ex CPT.

4) Guerra al lavoro nero e senza diritti.

5) Diritti di voto amministrativo agli stranieri.

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La politica violenta dell’apparenza. Di Vincenzo Adraous

Il Parlamento italiano: la democrazia rappresentativa è allo stallo.

La politica è un punto dolente per sua esplicita ammissione, infatti non fa più proseliti né sforna nuovi eroi, rimane lì, a barcamenarsi tra spot elettorali e slogan scopiazzati qua e là.

Gli uomini al vertice, quelli a metà, gli altri alla base della piramide, sono a disagio nell’agire comune per programmare minimi obiettivi, per cui diventa miraggio la pratica condivisa nell’impegno di una buona vita, molto meglio stare in ordine sparso, in attesa, pronti al balzo.

Un microcosmo di gestualità portate di taglio per fare più male, di parole lanciate come fossero cluster bomb per esser certi di conseguire il danno importante.

Atteggiamenti che diventano comportamenti quotidiani violenti, per esser primi, per rimanere con i primi, poco conta a quale prezzo stare a galla: persino il conflitto che diviene notte tempo violenza, la stessa droga una sostanza non del tutto malaccio, il valore della persona non più bene primario. Leggi tutto “La politica violenta dell’apparenza. Di Vincenzo Adraous”

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Pianeta carcere, quando lo Stato evade le regole.

A Marassi il sovraffollamento è strutturale, in particolare nella prima sezione dove sono reclusi i detenuti in attesa di giudizio: più della metà del totale. La notte un solo agente ha la responsabilità di quasi 200 detenuti.

Le notizie che giungono dal pianeta carcere sono di una costanza sbalorditiva: il suicidio settimanale è quasi d’obbligo. Con inesorabile puntualità lo scorrere della morte autoinflitta dietro le sbarre porta a ricordarsi di come, in tutta la melma dei problemi italiani, il sistema penitenziario sia rappresentativo di un approccio più ampio dell’apparato statale nei confronti dei cittadini. Totale non curanza dei diritti in sfregio alla legislazione esistente. E’ ironico, con sordido sarcasmo ammesso, ma proprio il carcere può essere una lente di ingrandimento attraverso la quale comprendere i meccanismi funzionanti nel nostro paese.

Meccanismi che per la maggiore poggiano su un corpus di regole evase dallo stesso Stato. Leggi tutto “Pianeta carcere, quando lo Stato evade le regole.”

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Foto di gruppo con nessuno. Quando sono gli italiani a emigrare.Di Massimiliano Crociatelli

L'emigrazione dei giovani italiani all'estero rappresenta un fenomeno sottovalutato

Ripenso a scene di film o di romanzi: escamotage narrativo, il protagonista prende in mano una foto di quando era giovane in compagnia degli amici e inizia a pensare. Fin dove è arrivato uno, la carriera fatta dal meno studioso della classe e l’inaspettato fallimento del secchione. Riporto questa scena nella vita reale e anch’io inizio a pensare dove siano arrivati quei giovani nella foto e la risposta spesso è una sola: lontano. Non lontano in senso metaforico, ma geografico.

Giorgio lavora a Madrid, Emanuele a Barcellona, Francesca a Parigi, Greta a Lisbona. Facce cresciute in quei tre o quattro chilometri di paesino ligure, quasi tutti indirizzati agli studi universitari, a volte a master e stage. Come Elena che lavora e vive a Sidney con la sua laurea conseguita in Italia e il suo Erasmus alla Rey Juan Carlos di Madrid; e l’elenco continua senza sosta con Daniele che lavora a New York, Eden a Londra, Alessandra a Madrid, Emiliano e Simone a Hong Kong, Elisa a Barcellona.

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Libertà una prostituta. Di Vincenzo Andraous

Questo lavoro si inserisce all’interno di un’inchiesta del Secolo 21 sui disturbi del comportamento nell’adolescenza.

Edgar Degas " L'assenzio".

Bulli, droga, adolescenti in affanno e adulti in preda al panico, comunicazione balbuziente e mala gestione dei conflitti che degenerano, insomma un effetto trascinamento che non assolve nessuno, anzi crea le basi per sempre nuove drammaticità.

Siamo abituati a vedere e pensare agli effetti causati dalla droga, quella dei composti chimici,  dei derivati, delle sostanze dai nomi bizzarri, e non ci accorgiamo di quanto sta accadendo e sbancando alle fondamenta la nostra società di primi della classe. Leggi tutto “Libertà una prostituta. Di Vincenzo Andraous”

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Bullismo, fenomeno di despistaggio mediatico.

Questo lavoro si inserisce all’interno di un’inchiesta del Secolo 21 sui disturbi del comportamento nell’adolescenza.

La scuola italiana è inadatta all'educazione dei giovani del XXI secolo.

Accendere la televisione e ascoltare la quotidiana dose di affabulazione proposta. Fra le altre una tendenza sembra aver preso campo stabilmente, il collegamento in diretta con gli istituti scolastici di tutto il paese, funestati sempre più spesso da episodi dilaganti di bullismo. Ma che significa bullismo e cosa implica questa gestione mediatica di un fenomeno giovanile?

I giovani sono diventati ingestibili. Le scuole, la famiglia, l’oratorio e lo sport non provvedono più a creare nel giovane l’adesione ai valori positivi della nostra società, come solidarietà e altruismo, adesione necessaria per la stessa conservazione delle prospettive connaturate alla cultura della condivisione e dello stare insieme. Leggi tutto “Bullismo, fenomeno di despistaggio mediatico.”

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